OSAS bambini, di cosa si tratta e come intervenire
La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno può colpire i bambini tra i 2 e i 6 anni portano a conseguenze molto gravi per la loro salute. Scopri di cosa si tratta, come riconoscerla ed intervenire.
Per OSAS si intende la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Questa malattia si caratterizza per la presenza di ripetuti episodi di ostruzione del flusso d’aria attraverso le vie aeree superiori che interrompono la normale ventilazione durante la notte.
L’OSAS è una malattia presente nel 2-5% dei bambini, sopratutto tra i 2 e i 6 anni, e le sue conseguenze possono essere molto importanti per la loro salute e per il loro sviluppo.
Infatti, se non viene riconosciuta e trattata, la sindrome può comportare deficit neuro-cognitivi, ritardo nell’accrescimento staturale, alterazioni comportamentali, un aumentato rischio di otiti e, nei casi più gravi, un aumentato rischio di diabete e malattie cardiovascolari.
I fattori di rischio delle OSAS
Ci sono diverse condizioni che possono favorire lo sviluppo della sindrome da apnee ostruttive del sonno. Le principali sono:
- l’ipertrofia, cioè l’ingrossamento, di tonsille e adenoidi soprattutto in età prescolare e scolare;
- la presenza di anomalie nella struttura del cranio o della faccia o nella disposizione dei denti: come ad esempio il palato stretto o il mento arretrato per una mandibola piccola;
- l’obesità, soprattutto in età adolescenziale;
- disturbi neuromuscolari;
- sindromi genetiche.
Quali sono i sintomi da tenere sotto controllo?
La sindrome può manifestarsi con diversi sintomi sia notturni che diurni, oltre che a ricorrenti caratteristiche fisiche, che possono permettere ai genitori di accorgersi che c’è qualcosa che non va nel loro bambino così da potersi rivolgere per tempo ad uno specialista.
Sintomi notturni:
- russamento abituale e respirazione rumorosa;
- sonno agitato;
- acquisizione di posizioni anomale durante il sonno per poter facilitare la respirazione;
- enuresi notturna (pipì a letto).
Sintomi diurni:
- sonnolenza diurna;
- anomalie comportamentali come iperattività, aggressività, scarsa performance scolastica;
- scarsa capacità di concentrazione;
- respirazione prevalentemente orale;
- cefalea mattutina.
Ricorrenti caratteristiche del volto:
- faccia adenoidea, caratterizzata da viso allungato con labbra ipotoniche e aloni bluastri sotto gli occhi;
- denti affollati per palato stretto;
- mento arretrato e denti sporgenti;
- incompetenza labiale a riposo, ovvero l’incapacità a tenere le labbra a contatto in condizione di riposo.
Che cosa fare se si sospetta che il proprio bambino sia affetto da OSAS?
Senza dubbio la prima cosa da fare è quella di contattare il proprio pediatra, così che possa valutare la situazione sia da un punto di vista clinico che anamnestico.
Se il pediatra potrebbe sospettare che il bambino soffre di OSAS consiglierà di effettuare specifici esami strumentali, come la Polisonnografia (PSG), la Poligrafia (PG) o l’ossimetria notturna. Si tratta di esami non invasivi che vengono eseguiti durante il sonno per poter registrare alcuni parametri fisiologici che possano confermare la presenza della sindrome e la sua eventuale gravità.
Data la multifattorialità di questa sindrome, l’approccio diagnostico e terapeutico potrebbe necessitare di valutazioni anche da parte di neurologi, pneumologi, dietologi, otorinolaringoiatri, odontoiatri o ortodontisti esperti in disturbi del sonno.
Come si interviene in caso di Sindrome delle apnee ostruttive?
L’approccio terapeutico dipende dalla severità e dalla durata dei sintomi nonché dalle cause principali del problema.
Le Linee Guida Ministeriali, in caso di ipertrofia adenotonsillare propongono come terapia di prima scelta l’adenotonsillectomia, specificando però che in alcuni casi l’intervento possa non essere risolutivo.
Quindi, prima dell’intervento, è consigliato verificare che non ci siano altri problemi di tipo ortodontico come il palato stretto o il mento arretrato. In questo caso il trattamento si basa principalmente sull’utilizzo di apparecchi ortodontici che permettano la correzione delle anomalie di accrescimento scheletrico delle ossa del volto con successiva rivalutazione dell’esito.
Altre tipologie di OSAS possono beneficiare di un trattamento farmacologico con antinfiammatori, mentre quelle correlate ad obesità attraverso il controllo del peso del bambino.
In casi più severi, dove le apnee sono frequenti e durano a lungo facendo diminuire la concentrazione di ossigeno nel sangue, può essere necessario ricorrere alla terapia ventilatoria CPAP.
Benefici dell’espansione palatale in caso di OSAS
In caso di palato stretto le Linee Giuda Ministeriali dicono che “l’espansione palatale rapida può migliorare la qualità della vita dei bambini con disordini respiratori del sonno e con mascellare superiore contratto.”
Infatti sono numerosi gli effetti positivi dimostrati di tale manovra ortodontica sui sintomi di bambini affetti da OSAS, sia con prove di funzionalità respiratoria sia con registrazioni polisonnografiche.
Nello specifico, l’espansione palatale ha:
- un effetto positivo sulle vie aeree faringee superiori
- modifica il complesso dei tessuti molli naso-mascellari
- diminuisce le resistenze nasali
- migliora la saturazione di ossigeno
- aumenta il volume nasale
- ha effetti favorevoli sulla crescita del complesso mascellare
- migliora la ventilazione nasale, la postura linguale, la funzione dell’orecchio medio e la pervietà delle vie nasali.
Inoltre, l’espansione ortopedica del mascellare superiore, sembra ridurre l’ipertrofia tonsillare sia per l’allargamento dello spazio faringeo da cui le tonsille appaiono relativamente più piccole, sia per la migliorata respirazione nasale, che riduce l’incidenza delle malattie delle vie aeree.
